Caffarella e frittelle di fiori di acacia

IMG_0931Ieri abbiamo deciso di concederci una pausa dai nostri impegni/preparativi e abbiamo optato per una passeggiata al parco della Caffarella. Personalmente mi è capitato di andarci una sola volta e avevo fatto una passeggiata piuttosto veloce e superficiale.
Ho scoperto che è un parco piuttosto grande e credo che il modo migliore per visitarlo sia facendo un giro in bici.
Nonostante ne abbiamo visto solo una piccola parte la passeggiata è stata piuttosto piacevole.IMG_0940IMG_0939
All’interno c’è il casale dell’ex mulino che è visitabile e ricco di pannelli informativi tattili, i pannelli oltre ad essere visivi sono anche uditivi e possiedono scritte per i non vedenti in braille disseminati in punti strategici del parco.IMG_0935 IMG_0936 IMG_0938
La passeggiata prosegue circondati dalla natura, dal verde, da coppie e famiglie sia a piedi che in bici e arriviamo al Casale Vaccareccia dove vendono ricotta, formaggio primo sale e formaggio stagionato. Il Casale è anche l’occasione per i bambini per vedere galline e conigli e provare a dargli da mangiare attraverso la rete del recinto.
Camminando vedo degli alberi di acacia e decido di approfittarne per cogliere qualche ramo fiorito… qualche giorno fa ho letto infatti la ricetta delle frittelle di fiori di acacia e mi ha molto incuriosito. La pioggia dei giorni scorsi ha rovinato parecchio i fiori ma riesco ugualmente a prenderne qualcuno che possa andar bene.IMG_0942
Nel frattempo l’aria comincia a farsi fredda decidiamo perciò di rientrare, dicendoci che la prossima volta torniamo con la bici così visitiamo anche la parte di parco che non siamo riusciti a vedere.
Tornata a casa mi armo di ricetta, gli ingredienti che servono sono molto semplici: fiori di acacia (ovviamente), farina, acqua frizzante freddissima. Decido di aggiungere un po’ di zucchero all’impasto e anche una grattatina di cioccolato (ultimo residuo dell’uovo di Pasqua).
Mischio il tutto facendo attenzione a non fare grumi, l’impasto deve essere denso al punto giusto e i rametti vanno immersi nell’impasto senza essere maneggiati troppo per non farli rovinare. A questo punto vanno fritti nell’olio bollente e spolverizzati con lo zucchero a velo.
Si mangiano a mo’ di spiedino e il profumo è veramente invitante.IMG_0945
Le api mi odieranno ma ho intenzione di ripetere l’esperimento, peraltro riuscito, magari apportando delle varianti ancora più golose!

 

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