Orvieto toccata e fuga!

Lo scorso fine settimana ho raggiunto Ernesto ad Acquapendente con il treno (regionale veloce): sveglia prestissimo ed arrivo ad Orvieto alle 8,43. Ne abbiamo approfittato per visitare Orvieto, dov’ero stata tanti anni fa.

Al nostro arrivo Orvieto sonnecchia ancora… la giornata è piuttosto fresca. La visita non può che partire dal Duomo, facciamo un giro lungo il perimetro per ammirarlo da tutti i punti di vista. E’ un capolavoro in stile gotico.

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La facciata è veramente spettacolare e comprende un rosone realizzato dallo scultore e architetto Orcagna, mosaici dorati, tre maestose porte bronzee, molto più bella di come la ricordavo e si potrebbero passare le ore incantati a guardarla. Nelle nicchie sopra il rosone ci sono i 12 apostoli, mentre su entrambi i lati ci sono nicchie con 12 profetti dell’Antico Testamento.

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I muri laterali molto più semplici rispetto alla facciata cono costituiti da fasce alternate di travertino bianco e basalto grigio-blu.

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Poco dopo finalmente possiamo entrare e anche dentro stupore! Si rimane a bocca aperta davanti a tanta bellezza soprattutto nella cappella della Madonna di San Brizio dove ci sono dei magnifici affreschi di Fra Angelico, Benozzo Gozzoli, Perugino e Luca Signorelli.

C’è anche la cappella del Corporale: qui è custodito il Corporale risalente al miracolo eucaristico di Bolsena del 1263.

Dopo il Duomo un giro tra le botteghe culinarie (da leccarsi i baffi) e quelle di ceramica decisamente bella soprattutto quella di Deruta.

Ci dirigiamo verso il Pozzo di San Patrizio che è un capolavoro di ingegneria. Si accede tramite due rampe elicoidali una per scendere e una per risalire, completamente autonome.

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Il pozzo è stato voluto da Clemente VII (tra il 1527 e il 1537) e doveva servire per attingere acqua in caso di calamità o assedio. E’ profondo 53,15 m, e ci sono 70 finestre. La struttura è stata costruita da Antonio da Sangallo il Giovane.

Il nome è dovuto al fatto che ricordava la caverna che esisteva in Irlanda che porta il nome di Purgatorio di San Patrizio.

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Scendiamo i 248 scalini arrivando sul fondo, facciamo qualche foto, risaliamo e ci avviamo verso Acquapendente.

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