Montenegro seconda parte – il viaggio

Montenegro

Scesi dalla nave l’arrivo a Bar è piuttosto traumatico… macchine che sfrecciano dappertutto suonando il clacson all’impazzata. Questo ci fa un po’ preoccupare sulla guida montenegrina… In realtà  il resto del viaggio è tranquillo, soltanto a Bar abbiamo riscontrato questo aspetto.

Dopo la notte passata a Bar ci siamo spostati verso Budva, “la regina della costa”  dove abbiamo prenotato un bungalow molto carino con terrazzino direttamente sulla spiaggia. La spiaggia è molto bella e il mare cristallino.

Abbiamo poi visitato Petrovac, una vivace cittadina marina. Sul lato nord della baia si scorgono i resti della fortezza veneziana (Kastel Lastva).

Petrovac

La sera decidiamo di visitare Sveti Stefan, un’elegante isoletta collegata tramite un istmo, ma abbiamo scoperto che l’isoletta è accessibile solo se si soggiorna nel lussuosissimo albergo a 5 stelle  o se si cena in uno dei ristoranti dell’isola. Ci accontentiamo di scattare qualche foto dall’alto.

Sveti Stefan

La mattina seguente andiamo a Tivat dove ci rilassiamo presso l’isola dei Fiori, anche qui il mare è cristallino e ci sono pochissime persone.

La tappa successiva è la città di Kotor (Cattaro), dichiarata patrimonio dell’imanità dall’ UNESCO.  Il nucleo principale è la città vecchia, delizioso agglomerato cinto da mura, attraversato da stradine lastricate e piazzette irregolari. Sulla piazza principale svetta la seicentesca torre dell’orologio, struttura non del tutto diritta a causa dei molti terremoti.

kotor

La mattina seguente riusciamo a fare una gita nelle famosissime bocche di Kotor, il fiordo più meridionale d’Europa.

La bellezza della zona ha affascinato scrittori famosi come Margherite Yourcenar, George Bernard Shaw e Lord Byron. Artisti di tutto il mondo le hanno attribuito appellativi come “La sposa del Mare Adriatico”, “La fata del Mare”, “Il golfo più bello del mondo”, “La bella bocca del Mediterraneo”. Nessuno però è in grado di descrivere la struggente bellezza che si presenta al visitatore, che fece scrivere al poeta Ljuba Nenadovic: “Mi sembra strano che il sole possa tramontare su tale bellezza.”

La gita inizia la mattina e ci hanno fatto fare varie tappe in cui siamo scesi dalla barca (la prima in prossimità di un’isoletta con una chiesa molto piccola) e poi per il pranzo… ci hanno fatto anche spostare in una barca più piccola per accedere alla Grotta Azzurra. Era bellissima e devo dire che mi sono pentita di non aver avuto il coraggio di tuffarmi come ha fatto invece la maggior parte dei passeggeri… 😦

Dopo Kotor ci dirigiamo verso l’interno, Danilovgrad. A metà strada tra Danilovgrad e Nikšić c’è il monastero ortodosso di Ostrog, oggetto di pellegrinaggio da tutto il Montenegro. E’ molto suggestivo perché da lontano si vede un’impressionante parete di roccia scura nella quale spicca una macchia bianca. Il monastero venne ufficialmente fondato a metà Seicento da San Basilio di Ostrog (uno dei santi più venerati dalla chiesa ortodossa).

Ostrog

Dopo aver ricevuto la benedizione ci rimettiamo in viaggio e per la prossima tappa soggiorniamo a Danilovgrad, per poi muoverci verso la zona montuosa.

Quando arriviamo a Zabljak (centro di sci invernale), la ragazza della reception ci propone di soggiornare in una villa (una baita in legno con varie stanze) perché quella da noi prenotata (decisamente più piccola) aveva un problema con l’acqua calda. Una volta dentro esploriamo le varie stanze, è bellissima!

Decidiamo di visitare i posti nei dintorni, primo tra tutti le gole del fiume Tara con il suo ponte (impressionante opera di ingegneria civile), poi il delizioso lago Nero.

gole del fiume Tara

viadotto sul Tara

lago Nero

Proviamo anche a fare un po’ di trekking sulle cime del monte  Curevac. Dopo alcune ore di cammino quando stiamo per arrivare nel punto finale dove sicuramente avremmo goduto di una vista spettacolare, ci sentiamo assaliti da milioni di moscerini, si sentiva il ronzio, entravano nelle orecchie, nel naso… Siamo stati costretti a tornare indietro nostro malgrado 😦 Sembra assurdo che esserini così piccoli e insignificanti ci abbiano bloccato eppure è così!

Curevac

La nostra prossima tappa è Nikšić che ci servirà unicamente per riprendere le forze prima di rimetterci in viaggio verso il lago di Scutari.La guida ce la presentava come la città della birra (qui si produce la birra Nikšićko che ritroveremo in ogni posto del Montenegro ) e dell’acciaio… la città non ha veramente nulla di interessante, la vita cittadina si svolge lungo un unico corso dove ci sono alcuni ristoranti, bar… a parte questo il nulla. In albergo c’erano 100° C e niente aria condizionata 😦

La mattina dopo arriviamo a Virpazar, lasciamo i bagagli all’albergo Pelikan e decidiamo di fare un giro nei dintorni. Sulla guida avevo letto della città semiabbandonata di Godinje che ha un sistema abitativo unico nel suo genere: le case sono addossate l’una all’altra in una sorta di ininterrotta catena e collegate tra loro tramite passaggi sotterranei e gallerie. Si pensa che in questo modo gli abitanti abbiano creato una specie di muro difensivo per sfuggire ai controlli ottomani.

Godinje

Il posto ha un fascino particolare, giriamo un po’ sotto un sole cocente quando sentiamo un uomo che ci chiama… (allucinazioni?) E’ un uomo che ci invita a riposarci sotto l’ombra della sua pergola dove anche lui è seduto… Dopo un attimo di titubanza, andiamo!

E’ una persona piuttosto simpatica e parla un misto di montenegrino e italiano (ci racconta che da giovane ha lavorato per qualche anno in Italia), ci offre da bere, io spero in un bicchiere d’acqua fresca. Entra in casa e riappare con i bicchieri e una bottiglia di vino rosso prima e con la grappa poi… Fa caldissimo e siamo a stomaco vuoto ma lui insiste e alla fine cediamo bevendo un bicchiere di vino che ha su di noi l’effetto di una mazzata!!! Per evitare che ci faccia assaggiare il resto della produzione della sua cantina compriamo un paio di bottiglie di vino e voilà barcollando ce ne torniamo in albergo!

Passiamo gran parte del pomeriggio a riposare e la sera visitiamo Stari Bar che è molto carina e lì ceniamo.

Stari Bar

La mattina seguente dopo la colazione finalmente facciamo il giro in barca sul lago di Scutari, un lago così non lo avevo mai visto, è ricco di vegetazione in alcuni punti ci sono le ninfee. Quando lo abbiamo visto dall’alto tornando da Godinje si vedevano delle macchie di colori differenti, in alcuni punti più verdi fino al giallo in base al colore delle foglie depositate sulla superficie.

lago Scutari dall'alto

La gita sul lago mi è piaciuta molto, abbiamo visto una porzione piccolissima del lago che peraltro è molto grande e prima di rientrare ci hanno permesso di tuffarci per rinfrescarci.

lago Scutari

L’ultima tappa del nostro viaggio sarà la caldissima città di Ulcinji dove mi ha colpito il fatto che ci fosse un cimitero sul mare… Ulcinji vicinissima al confine albanese è permeata da un’impronta musulmana.

Ulcinj cimitero sul mare

Il nostro viaggio è ormai giunto al termine, è il momento di imbarcarci e il Montenegro lo porterò nel cuore!

tramonto sul traghetto

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