Campo estivo in Val di Funes (BZ) – Dipingi la tua vita!

rifugio

Luglio 2012: Lo scorso anno si è presentata la possibilità di unirmi agli accompagnatori del centro estivo parrocchiale che andava una settimana in Val di Funes in provincia di Bolzano per una settimana. Il loro gruppo è partito lunedì e io li ho raggiunti con il treno giovedì. Era la mia prima esperienza e non avevo idea di cosa mi avrebbe aspettato. Prima di partire ho provato ad immaginare come si sarebbe svolta la giornata, come mi avrebbero accolto i ragazzi visto che non ci conoscevamo e tante altre domande.

E anche loro aspettavano il mio arrivo con tante domande… si erano scritti cosa chiedermi per non tralasciare nulla:  da quanto tempo sei fidanzata con Ernesto? Come vi siete conosciuti? Tu lo ami? E lui ti ama? Lo hai mai tradito? Volete avere un bambino? E tanto altro ancora…

Dopo aver soddisfatto la loro curiosità finalmente un po’ di relax. La mia stanza aveva una vista spettacolare sulle Odle!

Odle

Col senno di poi ho realizzato che più che un viaggio si è trattato di un’esperienza di vita, a tratti anche abbastanza forte per me…

Sono giunta alla conclusione che al giorno d’oggi è veramente difficile essere adolescenti, non che per chi lo è stato prima sia stato facile.

Non è che io sia matusalemme ma trovo che ci sia stato un peggioramento della situazione dovuto in parte al fatto che oggi sempre più spesso entrambi i genitori sono costretti a lavorare e i figli non hanno un punto di riferimento, una guida.

Ovviamente non voglio generalizzare ma quello che ho notato è che quando un adolescente ha alle spalle una guida forte i risultati si vedono. E’ più sereno, non si lascia influenzare e trasportare facilmente dagli altri.

E spesso un adolescente che è in difficoltà e che ha bisogno di essere guidato ed indirizzato lancia dei messaggi, lo fa cercando di attirare l’attenzione su di sé, quasi sfidando l’adulto per avere una sua reazione forte, qualcuno che lo riporti in carreggiata.

Un’altra cosa che ho notato è una scarsa educazione alimentare, sono abituati a mangiare merendine e comunque cose confezionate e a tavola c’è qualcuno che si serve senza pensare se il cibo basta per tutti per poi lasciarlo nel piatto senza finirlo…

Molti sono ipertecnologici e non sanno fare a meno della tecnologia che li accompagna ogni giorno ad es. il cellulare che viene usato principalmente per fare foto e video poco significativi… Non che tutti noi non li utilizziamo, intendiamoci, ma nei momenti in cui ci sono altre cose da fare, paesaggi da ammirare, esperienze da condividere con gli altri è assurdo isolarsi in questo modo.

Un aspetto piuttosto sconfortante è la mancanza di voglia di fare… che sia fare un’escursione (con panorami mozzafiato), che sia impegnarsi in un gioco, in un’attività. In generale ho notato una mancanza di curiosità, di voglia di scoprire e di un annoiarsi molto facilmente non solo nelle attività che potrebbero essere per loro noiose ma anche quando stanno facendo qualcosa che teoricamente dovrebbe essere di loro interesse per fare un es. ascoltano spesso le canzoni direttamente dal cellulare ma non ne ascoltano mai una per intero, ascoltano alcuni secondi e subito passano ad altro… credo che sia un segnale del disinteresse generale per ciò che li circonda.

aquila

Poi il fatto di prendersi gioco dei compagni, di solito più deboli questo c’è sempre stato anche se mi sembra che avevamo dei limiti e c’era rispetto per l’adulto che sia stato l’accompagnatore, l’insegnante od altro.

Ripeto che non per tutti è così e per questo ho piacevolmente apprezzato chi nonostante tutto è riuscito a divertirsi ma senza lasciarsi influenzare dagli altri e che mi ha confessato che ha timore dei genitori, soprattutto del papà nel caso in cui venisse a sapere che non si comporta come dovrebbe.

E’ bello quando tra genitori e figli c’è un rapporto confidenziale ma penso che debba sempre rimanere il rispetto e un pizzico di timore…

Durante il campo estivo abbiamo fatto una bellissima escursione fino al rifugio Genova a 2300 m… inutile raccontarvi di quanto possa essere stato bello e com’è stata suggestiva la messa celebrata da Don Andrea in quel contesto dove sembrava di toccare il cielo con un dito! (E anche qui i ragazzi dicevano “ma non possiamo rimanere in albergo? Perché dobbiamo andare a fare l’escursione?”

fiori

E io in questo contesto una sera ho pensato di organizzare una serata découpage. Dicevo tra me e me “Non sai che rischi il linciaggio? Ti sbraneranno…” Era poi al termine di una giornata particolare, abbastanza tesa. Nonostante ciò mi accingo a spiegare brevemente di cosa si tratta e gli spiego che lo avremmo realizzato sui sassolini che avevamo raccolto (e che mentre raccoglievano non finivano più di chiedermi “ma cosa dobbiamo farci?”).

La maggior parte hanno accolto volentieri sin da subito il fatto di fare una cosa nuova e si sono impegnati chiedendomi di controllare se stavano facendo bene; altri, come immaginavo, hanno cercato di farmi perdere la pazienza.

E mi hanno risposto “io non lo faccio!”. Ero già preparata a qualcosa del genere perciò la mia risposta è stata piuttosto filosofica “Pazienza, io lascio comunque il materiale qui…” Alla fine anche quelli più restii vedendo tutti gli altri compagni impegnati nel lavoro del découpage si stavano annoiando perché in minoranza e perché ognuno impegnato ad incollare i suoi disegni sul sassolino non gli dava l’attenzione che volevano perciò si sono arresi…

Mi hanno detto che anche loro volevano farlo ma che non avevano i sassolini (quando gli avevo chiesto di raccoglierli si erano rifiutati), ma io in previsione anche di questo ne avevo raccolti un po’ anche per loro e li avevo messi nel mio zaino. Ho perciò offerto a loro i sassolini che avevo raccolto ed è stata una bella soddisfazione vederli incollare farfalle e fiorellini sui sassi (loro che un attimo prima avevano detto che mai avrebbero fatto una cosa simile!)

Insomma alla fine è stata una bella vittoria!

Sarebbe bellissimo riuscire a trasmettergli l’importanza di “dipingere la loro vita” e che ogni giorno è importante. Ogni giornata è un’occasione per conoscere persone, posti, cose nuove che possono arricchirci e che se si vive con questo spirito non c’è tempo per la noia davvero!

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