I ricordi non passano mai: Riserva di Tor Caldara

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Sulla strada litoranea tra Lavinio ed Anzio si trova la Riserva Naturale di Tor Caldara. C’ero stata da adolescente e ricordo che la visita guidata mi era piaciuta molto.

Ora alcune cose sono cambiate innanzitutto è aperta solo il giovedì, il sabato e la domenica. Inoltre l’entrata è libera, non ci sono visite guidate.

Il mio ricordo era giusto, il posto è bello e molto particolare!

La riserva costituisce uno degli ultimi lembi delle migliaia di ettari di bosco che ricoprivano il Lazio agli inizi del 1900. E’ un bellissimo esempio di foresta mediterranea con una prevalenza di piante sempreverdi, lecci, corbezzolo, dei bellissimi sugheri.

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Si segue un percorso semplice attorno al quale si snodano altri percorsi più piccoli ad anello che si ricongiungono a quello principale.

All’inizio del percorso si possono vedere degli asinelli e un cinghiale.

Ci sono poi una serie di solfatare causate dalla risalita dei gas vulcanici che creano dei paesaggi che sembrano quasi lunari. Il geosito di Tor Caldara è un vero laboratorio all’aperto. Tutto ha inizio con il deposito delle argille in fondo al mare più di due milioni di anni fa e con il successivo deposito di strati di arenarie. C’è poi il fuoco! La risalita di numerosi gas fra cui quelli sulfurei costituiscono l’ultima testimonianza del vulcanismo dei Colli Albani. Quest’area fu sfruttata per l’estrazione dello zolfo fin dall’antichità fino alla metà del XIX secolo circa.

Solfatara

Proseguendo nel percorso si possono vedere i resti di una villa romana di età imperiale i cui resti si trovano a fianco della torre di avvistamento eretta nel 1560 a difesa delle incursioni saracene e che dà il nome alla Riserva.

La storia ha lasciato i segni nelle cannonate delle guerre napoleoniche ancora impresse nella torre, agli accampamenti e trincee inglesi a seguito dello sbarco di Anzio, per finire con i tantissimi film ambientati nella riserva nel dopoguerra, uno su tutti “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini.

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La passeggiata nel bosco è molto piacevole, si sentono molti cinguettii diversi e culmina con l’arrivo alla torre delle Caldane da dove in passato si poteva raggiungere direttamente la spiaggia, come ci racconta una coppia incontrata durante la visita alla riserva. Ora c’è un cancelletto a chiusura e protezione di questo tesoro.

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