Fiera di essere Italiana (nonostante tutto)

frecce

Come accade negli ultimi anni anche quest’anno ci sarà la polemica sull’opportunità o meno di prevedere la sfilata delle forze armate e l’esibizione delle Frecce Tricolori.

Lo scorso anno dopo mille conferme e smentite alla fine l’esibizione c’è stata sul lungomare di Ostia.

Devo dire che quando posso seguo le esibizioni delle frecce tricolori con molta partecipazione, tanto che qualche anno fa sono andata fino a Rivolto (UD) per vederle.

Come tutto ebbe inizio: Nei primi anni ’20 dall’aeroporto di Campoformido (UD), con lo scopo di raggiungere una superiorità aerea, un gruppo di piloti iniziò ad eseguire delle figure acrobatiche. Il Gruppo Addestramento Acrobatico “Frecce Tricolori” nacque a Rivolto (UD) il 01/07/1961 con il compito di rappresentare il Paese, le Forze Armate e l’Aeronautica Militare in Italia e all’estero.

Con dieci aerei di cui 10 in formazione e uno solista sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo.

Le figure acrobatiche sono circa una ventina.

Dal 1982 utilizzano gli Aermacchi MB-339PAN.

Le Frecce Tricolori hanno tre programmi: alto, basso e piatto a seconda delle condizioni metereologiche e delle caratteristiche dell’area di esibizione.

Da alcuni anni, quando possibile, le esibizioni della PAN si chiudono con la formazione al completo che disegna nel cielo un tricolore lungo cinque km mentre dagli altoparlanti a terra la voce di Luciano Pavarotti intona il finale di Nessun dorma per l’intera durata del passaggio.

Solo i migliori piloti accedono alle Frecce Tricolori: ogni anno se ne selezionano uno o due scelti tassativamente tra chi ha più di 1.000 ore di volo.

Alcune figure: looping, tonneau, il cuore, la bomba…

La mia opinione è che almeno una volta nella vita bisognerebbe assistere ad una loro esibizione perché vederle in tv assolutamente non rende l’idea: è un’emozione forte sentire il rombo dei motori e vederle sfrecciare sulla propria testa ad alta velocità… e quando l’esibizione termina con i fumi tricolori, il cuore batte forte!

Chissà se quest’anno si esibiranno, se la cosa sarà considerata inopportuna vista la crisi. Una cosa è certa… se si rinuncerà alla parata militare e alle frecce tricolori un’altra parte del nostro orgoglio nazionale andrà persa, come se decidessimo di rinunciare alla nostra nazionale di calcio!
E’ nei momenti di difficoltà che bisogna rimanere uniti, promuovere quanto ci fa sentire italiani e orgogliosi di esserlo, sostenere le imprese che ogni giorno a fatica cercano di rimanere in piedi per continuare a produrre le eccellenze italiane per le quali ci invidiano all’estero, i nostri marchi, incentivare il turismo nella nostra bella penisola e rimanere compatti e affiatati per combattere la crisi.
E’ solo in certe occasioni, purtroppo che ci ricordiamo di essere Italiani (si con I maiuscola)…

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