A ripensarci col senno di poi…

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Oggi pensavo a quanti viaggi ho fatto, soprattutto negli ultimi anni.

Ho iniziato a viaggiare, ahimè molto tardi, ma devo dire che poi mi sono rifatta abbondantemente del tempo perso.

E ho scoperto che è una delle cose che mi piace di più. Da quando viaggio ho scoperto molte cose anche di me stessa e penso di essere diventata una persona migliore.

Vi chiederete come può un viaggio cambiarti la vita?

Un viaggio è un insieme di cose prima fra tutte la curiosità di conoscere un posto nuovo ma la conoscenza non significa soltanto vedere i monumenti e visitare i musei di una determinata città,  ma anche assaggiare/assaporare i cibi locali, a volte avvicinarsi ad una religione diversa, entrare in relazione sempre con una cultura diversa…

Queste differenze ci sono anche se si rimane in Italia, ho scoperto modi di fare diversi da regione a regione e comunque ognuno di noi, nel bene e nel male è diverso…

Con il tempo ho cominciato ad apprezzare e anzi a ricercare la diversità animata dalla voglia e dalla curiosità di capire la persona che avevo di fronte.

Nei miei primi viaggi ero poco flessibile anzi direi piuttosto rigida e questo mi portava a fare un dramma nell’eventualità di un intoppo o qualsiasi cosa facesse cambiare anche solo leggermente il corso del mio viaggio.

Oggi pur programmando accetto maggiormente gli imprevisti e questo mi fa stare meno in ansia e rilassarmi maggiormente durante il viaggio.

Pensavo anche alle cose strane che ho fatto, chissà se le rifarei… magari si, soprattutto quando ho viaggiato all’estero mi sono sempre sentita protetta dal fatto che comunque nessuno mi conosceva e ancora oggi ripensando al alcuni episodi mi viene da sorridere.

Circa 8 anni fa con il mio ragazzo di allora (Ei fu proprio come la poesia il Cinque Maggio!) avevamo deciso di andare in Irlanda ma la decisione era stata presa a ridosso delle vacanze e quindi l’esigenza di risparmiare ci aveva fatto decidere per un volo con partenza da Roma con scalo a Londra Stansted per poi prendere un altro volo la mattina seguente per Dublino. Per dormire in aeroporto ci siamo ingegnati con un materassino da mare… la mattina dopo eravamo i primi davanti al banco del check-in e io cercavo di richiudere il materassino schiacciandolo con le mani 🙂

Sempre in Irlanda in una cittadina di cui non ricordo il nome c’erano pochi ristoranti ancora aperti la sera per cenare, abbiamo salito le scale per entrare in uno di questi. Ci hanno fatto accomodare su un divanetto e ci hanno portato un menù con prezzi da capogiro. Come il tizio si gira ci lanciamo un’occhiata e giù via di corsa per le scale (ci siamo smaterializzati e sono rimasti solo i menù sul divanetto). La stessa sera entriamo in un altro ristorante, qui addirittura ci sediamo al tavolo, ci portano un menù e pure qui prezzi altissimi, solita occhiata e lui comincia a dire al cameriere che io purtroppo non mi sentivo bene e che quindi dovevamo andare via… Quella sera ci rifugiamo da MacDonald’s (quante figure nello stesso viaggio e nella stessa sera!)

Credo che le cose di cui più mi vergogno sono le figuracce per così dire religiose…

Quando viaggio cerco sempre di essere rispettosa degli usi e costumi del luogo in cui mi trovo, ma nonostante questo è capitato di fare figure barbine.

Quando decisi di andare negli States leggendo sui vari blog pensai di assistere ad un concerto gospel ma non una cosa per turisti… così con la faccia di bronzo (che per mail per fortuna non si vede) scrivi appunto una mail alla Chiesa Abissina di Harlem dicendogli quanto mi farebbe piacere assistere alla cerimonia della domenica e altre sviolinate simili…. Fatto sta che dopo pochi giorni mi rispondono che visto il mio particolare interesse sono lieti di invitarmi per la domenica (in cui sarei stata a NY) per la cerimonia di tale ora ecc. ecc. e che mi avrebbero inserito nella lista degli invitati. Al mio arrivo avrei dovuto semplicemente comunicare il mio nome all’entrata.

Immaginate quanto ero felice… Di più!!!

Quella fatidica domenica mi vesto in modo adeguato (secondo me) quindi indosso una gonna sotto al ginocchio e mi copro le spalle… Nonostante ciò il concerto gospel è rimasto per me un sogno… All’entrata il tizio di colore vestito di bianco stile buttafuori non ha voluto saperne di farmi entrare a causa delle mie infradito e sembrandomi alquanto minaccioso ho desistito… così io ho creato il sogno e io l’ho distrutto!

Un paio di anni fa  andando in vacanza in Montenegro decidiamo che una delle tappe sarà il monastero ortodosso di Ostrog dove ci sono le reliquie di San Basilio sede di pellegrinaggi da tutto il Montenegro (ovviamente senza avere alcuna conoscenza della religione ortodossa…).  Mi copro il capo con un foulard come vedo fare alle altre donne e mi metto in fila per ricevere la benedizione del Patriarca (si chiamerà così????). Non so esattamente cosa fare ma di solito imitando gli altri riescono a cavarmela. Il problema è che la signora in fila prima di me ha cominciato a baciare ovunque… comincia a baciare le pareti, poi gli bacia le mani, bacia il crocifisso e riceve la benedizione. Onestamente il suo comportamento mi era sembrato eccessivo e non avendo potuto vedere cosa facevano le altre persone (si entrava in una stanzetta piccola con una porticina minuscola che obbligava a chinarsi) mi sono ritrovata davanti a lui da sola, l’ho guardato e mi sono detta “E mo’ che faccio?”. Dopo un’esitazione che m’è sembrata un attimo interminabile, bacio soltanto il crocifisso e ottengo la mia (sudata) benedizione!

 

C’è poi tutta una serie di episodi relativi ai controlli aeroportuali o in altri luoghi, ma ne riparleremo prossimamente…

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